NOI

LA CASA FRANCA

di Marianna Tebaldi

La casa franca non ha muri ma alberi, come diceva una splendida, vecchia canzone.
La casa franca non ha porte e finestre, ma tanti punti di vista.
La casa franca non ha un tetto, ma uno scudo robusto che ci infonda fiducia.
La casa franca non ha stanze, ma luoghi d’incontro.
La casa franca non sorge su un lotto di terra, ma su una terra da valorizzare.
La casa franca non ha vicini, ma persone con cui condividere.
La casa franca non ha un costo, ma un investimento in capitale umano.
La casa franca non ha progettisti, ma soci coabitanti.
La casa franca però ha la cosa più importante per noi, un bellissimo progetto in cui crescere insieme figli e idee, tutto quello che cercavamo… la nostra CASAFRANCA è fatta per viverci, e non solo per essere guardata.

 

I BAMBINI PENSANO IN GRANDE

di Fabiana Rubino

Da dove inizio?
“Dall’inizio, no?”, ridacchia una vocina.

La pagina bianca è sempre una sfida ingombrante, ma chi l’ha detto che si debba iniziare dall’inizio? L’importante all’inizio è scrivere, riempire il vuoto, colorare il bianco. Quando le idee sono lì che lasciano segni poi è più facile costruire frasi, spostare parole, decorare con virgole… proprio così, come nel gioco del tetris. Si spostano i blocchi perché stiano bene insieme, meglio ancora sarebbe come in un quadro, perché chi li guarda, quei segni, possa avere qualcosa in cui riconoscersi, qualcosa che rimanga dentro e continui a parlare con te anche quando hai smesso di guardare.
Per questo ho chiesto aiuto alle “mamme franche”, perché raccogliessero le voci dei loro bambini, le loro emozioni riguardo questo momento unico, quello in cui cambi casa e con il trasferimento inizi una nuova vita, in cui decidi cosa portare con te e cosa lasciarti indietro, quello in cui dici addio alla casa della tua infanzia. Ricordo bene quel momento, io avevo 11 anni quando è successo e mi chiedo se le lasciamo mai, le case della nostra infanzia, o se rimangono a popolare ricordi sbiaditi, prendendo lo spazio di bolle di sapone lì da qualche parte dentro la nostra memoria…
Mia figlia di anni ne ha 4 e mezzo e dalle sue domande (“Mamma, ma i miei giochi li portiamo?” “Ma certo!” “E i miei libri?” “Ma certo! Vedi, li mettiamo tutti in questi scatoloni e poi li riapriamo nella casa nuova…” “Ma il divano? È grande quello, come si fa a metterlo in uno scatolone??”) e attraverso quello che dice in silenzio, quando la sua voce è sola ad accarezzare i muri e le porte di casa e dice “mi mancherai”, mi rendo conto che è importante sapere cosa pensano i bambini, cosa sentono, perché spesso tra i nostri scatoloni polverosi e sempre troppo pesanti non troviamo il tempo di accorgerci di loro, che parlano sottovoce e raccontano il loro cuore colorato di tempere e sogni grandissimi, che noi ormai abbiamo dimenticato. Perché i bambini, si sa, sono piccoli. Piccole mani, piccole dita, ma nei loro occhi si allargano cieli infiniti e loro sì, sanno pensare in grande.
E, proprio come Ortone, “questo io penso, che ognuno è importante, sia piccolo o immenso”. Perciò diamo loro la parola e riempiamoci gli occhi di meraviglia.

“Mi dispiace lasciare la mia casa vecchia, però mi piace andare in quella nuova, è bella e c’è anche un parco enorme. Questa casa mi piace perché ci sono i miei nonni e volevo stare con loro, però siamo molto vicini ai nonni e potremmo andare a fargli un po’ di visita quando possono.”

(Cesare, 8 anni)

– Cecilia, sei contenta di andare nella casa nuova?
– Sono contenta che sono nata a casa nuova.
– E ti piace la casa nuova?
– Sì!
– Non vedi l’ora di andarci?
– Ssssì!
– Lo sai che ci saranno tanti bimbi per giocare?
– Sssììì!”
– Ti dispiace lasciare la casa della nonna che ci ospita?
– Sì.
– Perché?
– Pecché io voglio ttare anche qua!”

(Cecilia, 3 anni e mezzo)

“Ciao ciao casa vecchia, mi sei mancata molto nella casa nuova, però conoscerò altri amici e potrò giocare con gli altri amici, invitarli, fare anche una festa che è la festa delle case. Potremo divertirci insieme e giocare all’aperto, potremo fare tante cose insieme… giocare tipo a nascondino, strega in alto… strega in basso. Tante cose potremo fare insieme. Mi dispiace lasciare questa casa, che mi sono divertito molto con questo tempo che sono stato qui, è una casa fantastica, con un giardino che mi piace un sacco. Perfino si può anche scalarne le porte, che queste sono sempre sudice.” (sono marroni, non sudice, corregge mamma Francesca, ridendo… per fortuna!)

(Cristian, 6 anni)

 

diego

(Diego, quasi 4 anni)

 

inti

(Inti, 5 anni)

 

disegno Aisha 001_r

(Aisha, 4 anni)

 

 

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